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	<title>La Crociera Raffaella &#187; Poesie</title>
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	<description>La vita e la storia</description>
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		<title>LA VENA POETICA DELLA BIMBA ROMANA</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 17:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>benny.b</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Bontà semplice e schietta soffusa di dolce mestizia. &#160; Raffaella La Crociera rivive nella sua casa attraverso gli scritti poetici, gelosamente custoditi dai famigliari come una preziosa reliquia. A leggere quelle righe si ha l’impressione di trovarsi davanti non ad &#8230; <a class="more-link" href="https://www.lacrocieraraffaella.it/raffaella/?p=111">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bontà semplice e schietta<br />
soffusa di dolce mestizia.<br />
<img src="http://www.lacrocieraraffaella.it/raffaella/wp-content/uploads/2011/03/lella7.jpg" alt="raffaella" align="left" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Raffaella La Crociera rivive  nella sua casa attraverso gli scritti poetici, gelosamente custoditi dai famigliari come una preziosa reliquia. A leggere quelle righe si ha l’impressione di trovarsi davanti non ad una fanciulla quattordicenne ma ad una persona matura. E matura era realmente Raffaella, perché la sofferenza supplisce spesso all’esiguo numero degli anni.<br />
Vogliamo far gustare ai nostri amici questa fresca palla di poesia; è il riflesso di un’anima che guarda; guarda le persone, guarda le cose, e giudica con una semplicità spontaneamente vera che dà una senso di smarrimento e di stupore.</p>
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		<title>Abbandonata</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 18:17:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Raffaella ha l’arte di far parlare le creature inanimate. Che cosa potrà dire una bambola di stoffa? Eppure quel dolore d’una creatura che si sente rigettata perché brutta ci entra nell’anima e ci riporta alla vita brutta d’ogni giorno, dove &#8230; <a class="more-link" href="https://www.lacrocieraraffaella.it/raffaella/?p=149">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raffaella ha l’arte di far parlare le creature inanimate. Che cosa potrà dire una bambola di stoffa? Eppure quel dolore d’una creatura che si sente rigettata perché brutta ci entra nell’anima e ci riporta alla vita brutta d’ogni giorno, dove ciò che è esterno è esageratamente e spesso brutalmente valorizzato. E quel “cuore di pezza” che ci “spezza” pel dolore, fa piangere davvero.</p>
<p>In un canto abbandonata<br />
sta una bambola sperduta.<br />
La padroncina ormai l’ha dimenticata,<br />
perché un’altra più bella ne ha ricevuta.<br />
Piange la bambola sola;<br />
piange per la malinconia;<br />
ella sa ormai, che verrà buttata via.<br />
Calata è la sera; la casa è silenziosa;<br />
la città dorme, tutto riposa.<br />
Solo qualcosa si muove nell’ombra,<br />
si muove nel buio; simile a quello di una tomba:<br />
è la bambola. La bambola che singhiozza;<br />
ella ha capito perché l’han lasciata: ella è di pezza;<br />
triste rammenta i giorni beati e lontani<br />
quando la bimba, al vederla, batteva le mani;<br />
piange, la chiama, le chiede pietà,<br />
la bimba dorme, non risponderà.<br />
Ma ecco è la fine, un forte singhiozzo<br />
le spezza il piccolo cuore di pezza. </p>
<p>(Roma, 11 maggio 1954)</p>
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		<title>Dov’è?</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 17:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>benny.b</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un quadretto idillico che pare una reminiscenza omerica: un cane che muore ai piedi del padroncino, dopo averne pianto la morte. “Anche un cane può piangere, che male c’è?” Generosità di un’anima che ha capito il dono prezioso delle lacrime. &#8230; <a class="more-link" href="https://www.lacrocieraraffaella.it/raffaella/?p=134">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un quadretto idillico che pare una reminiscenza omerica: un cane che muore ai piedi del padroncino, dopo averne pianto la morte.<br />
“Anche un cane può piangere, che male c’è?”<br />
Generosità di un’anima che ha capito il dono prezioso delle lacrime.</p>
<p><em>Dov’è? dov’è quella voce argentina</em><br />
<em>che inondava la casa di gioia?</em><br />
<em>Dov’è quel caro piccino che non conosceva la noia?</em><br />
<em>Non c’è; l’han portato via, ma dove? Altrove?</em><br />
<em>Ritornava trafelato da una corsa</em><br />
<em>e cercava del padrone la carezza.</em><br />
<em>Non c’era nessuno; c’era solo tristezza.</em><br />
<em>Le porte chiuse; non si poteva entrare?</em><br />
<em>Perché? Che c’era da guardare?</em><br />
<em>Attese, attese che il padrone uscisse</em><br />
<em>Ed entrò piano con le zampine perché nessuno udisse.</em><br />
<em>Che vide? Non lo seppe a nessuno raccontare,</em><br />
<em>perché un povero cane non può parlare.</em><br />
<em>Ma vide e capì che il padroncino dormiva:</em><br />
<em>abbaiò piano, languì, ma lui non si svegliava;</em><br />
<em>e lo lasciò, era troppo bello in mezzo a quei fiori</em><br />
<em>e si mise ai suoi piedi, perché nessuno lo vedesse o lo cacciasse fuori.</em><br />
<em>Ma poi anche di quel cane ebbe luce la mente;</em><br />
<em>non voleva, mugolò, ma nessuno lo sente;</em><br />
<em>guarda il piccino; e dite perché?</em><br />
<em>Anche un cane può piangere, che male c’è?</em><br />
<em>Si rasserenò; non c’era nulla da fare</em><br />
<em>s’accucciò di nuovo, e si mise a guardare.</em><br />
<em>Poi chinò il capo e chiuse gli occhi per sempre.</em><br />
<em>Trascorsero le ore; trascorsero lente</em><br />
<em>e quando a sera entrò il padrone così li trovò</em><br />
<em>in mezzo a quei fiori e corone.</em><br />
<em>Dagli occhi stanchi, incavati allor di quel signore</em><br />
<em>si sciolse l’odio, che aveva trafitto il cuore;</em><br />
<em>pianse e capì che dovevano essere lasciati così.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>(Roma, 16 maggio 1954)</p>
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		<title>Er muratorino</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 18:35:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>benny.b</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Un povero fanciullo che soffre e che sogna. Ma la fanciulla non può vederlo soffrire, ed allore gli va creando dentro una grande felicità: la felicità di sapere che nessuno, “nemmeno er principale suo tanto potente”, potrà togliergli il diritto &#8230; <a class="more-link" href="https://www.lacrocieraraffaella.it/raffaella/?p=164">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un povero fanciullo che soffre e che sogna. Ma la fanciulla non può vederlo soffrire, ed allore gli va creando dentro una grande felicità: la felicità di sapere che nessuno, “nemmeno er principale suo tanto potente”, potrà togliergli il diritto di sognare.</p>
<p>Timido, silenzioso<br />
bianco de gesso e carcinaccio,<br />
lavora sempre operoso<br />
ar gelo, ar sole, ar ghiaccio.<br />
Su travi a mezz’aria sospese<br />
se ‘n ‘canta travorta a guardà<br />
co’ l’occhi sui fissi ner voto<br />
immobile immoto,<br />
che spesso nun se sà.<br />
Sò li sogni de’ ‘n muratorino,<br />
sò poveri sogni semprici e innocenti<br />
sò castelli de carta, abbattuti dar vento<br />
sò sogni strani, che solo lui pò fà,<br />
ed è felice e contento perché sà<br />
che nemmeno er principale suo tanto potente,<br />
que’ li sogni no, nun li potrà levà.<br />
Su travi a mezz’aria sospese<br />
lui tutto vede quanno sta lassù.<br />
Tutto ce scopre e ce trova<br />
puro la mamma sua che ‘n’ terra nun c’è più.</p>
<p>(Roma, 9 agosto 1954)</p>
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		<title>Er zinale</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 18:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>benny.b</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche qui la poetessa si trasporta in là, molto in là nel tempo. Ci vuole una fantasia fervida e un sentimento raffinato per descrivere il tempo presente e commuoversi di esso come se fosse passato da anni. “Er zinale” è &#8230; <a class="more-link" href="https://www.lacrocieraraffaella.it/raffaella/?p=160">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche qui la poetessa si trasporta in là, molto in là nel tempo. Ci vuole una fantasia fervida e un sentimento raffinato per descrivere il tempo presente e commuoversi di esso come se fosse passato da anni. “Er zinale” è il grembiulino che racchiude tanti ricordi.</p>
<p>Giranno distratta pe casa,<br />
tra tanta robba sfusa,<br />
ha trovato: ah! come er tempo vola,<br />
er zinale de scola.<br />
Nero, sguarcito,<br />
Un pò vecchio e rattoppato,<br />
è rimasto l&#8217;amico der tempo passato.<br />
Lo guarda e come se gnente<br />
a quell&#8217;occhioni<br />
spunteno li lucciconi,<br />
e se rivede studente<br />
allegra e sbarazzina<br />
tanto grande, ma bambina.<br />
Lo guarda e come un&#8217;eco risente<br />
quelle voci sommesse: Presente!<br />
Li singhiozzi, li pianti,<br />
li mormorii fra li banchi,<br />
e senti&#8230;senti&#8230;<br />
pure li suggerimenti.<br />
Tutto rivede e fra  quer che resta,<br />
c&#8217;è la cara sora maestra.<br />
Sospira l&#8217;ècchese studente, perché sa<br />
che a scola sua non ce potrà riannà.<br />
Lei cià artri Professori, poverina.<br />
Lei cià li Professori de medicina.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il duello</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 18:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>benny.b</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I fantocci agiscono come persone vive, coi medesimi intenti e le medesime aspirazioni. C’è una piega amara nella comicità del finale. In un negozio di balocchi il pendolo ha scoccato gli ultimi tocchi ed ecco per magia e combinazione si &#8230; <a class="more-link" href="https://www.lacrocieraraffaella.it/raffaella/?p=146">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> I fantocci agiscono come persone vive, coi medesimi intenti e le medesime aspirazioni. C’è una piega amara nella comicità del finale.</p>
<p>In un negozio di balocchi<br />
il pendolo ha scoccato gli ultimi tocchi<br />
ed ecco per magia e combinazione<br />
si muovono i giocattoli dallo stanzone.<br />
C’è l’orsacchiotto, il fantoccio, il soldatino e la damina di coccio.<br />
E’ un gran momento quello,<br />
perché si dovrà decidere un duello;<br />
scendono in lizza<br />
il soldatino e l’orso di pezza:<br />
in palio c’è la damina di roccablé.<br />
Ma nella disfida<br />
alcune grida:<br />
l’orsacchiotto, da tutti ben voluto<br />
è deceduto.<br />
Accorre la dama<br />
con dolci parole lo chiama;<br />
ma è inutile, la fatalità è stata dura<br />
dal corpo inerte dell’eroe, esce segatura.</p>
<p>(Roma, 11 maggio 1954)</p>
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		<title>Il giornale</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 18:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>benny.b</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un attimo di sollievo, una battuta allegra che provoca una schietta risata con quel finale inaspettato. In una grande poltrona, sprofondato, legge Pierino con boria un giornale parlato. Cupo, serio, fa gli occhi grandi ed esclama: oihbò! Eppure in segreto &#8230; <a class="more-link" href="https://www.lacrocieraraffaella.it/raffaella/?p=144">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un attimo di sollievo, una battuta allegra che provoca una schietta risata con quel finale inaspettato.</p>
<p>In una grande poltrona, sprofondato,<br />
legge Pierino con boria un giornale parlato.<br />
Cupo, serio, fa gli occhi grandi ed esclama: oihbò!<br />
Eppure in segreto vo dirvi una cosa che so.<br />
E’ vero, lui sta leggendo disinvolto,<br />
ma sta leggendo un giornale capovolto.</p>
<p>(Roma, 9 giugno 1954)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La bolla de’ sapone</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 18:19:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>benny.b</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un capolavoro di semplicità, di verità, di riflessione. Fa pensare. Tante cose al mondo sono proprio come questa leggiadra bolla di sapone, che illude perché “ride gaia, ‘ncantata”. La finale è quella di queste cose umane, che lasciano la bocca &#8230; <a class="more-link" href="https://www.lacrocieraraffaella.it/raffaella/?p=151">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un capolavoro di semplicità, di verità, di riflessione. Fa pensare. Tante cose al mondo sono proprio come questa leggiadra bolla di sapone, che illude perché “ride gaia, ‘ncantata”. La finale è quella di queste cose umane, che lasciano la bocca amara e il cuore vuoto.</p>
<p>Vola leggera, cullata dar vento,<br />
‘na bolla de sapone<br />
è sbucata da ‘n balcone<br />
e ‘mo se dirigge ner firmamento.<br />
E’ felice, è contenta<br />
è libbera e nun lo sa<br />
che se nun sta attenta<br />
ar primo ‘ntoppo scoppierà.<br />
Ve l’ho detto, è ‘na bolla de sapone<br />
è ‘n sogno, ‘n’illusione,<br />
lontata assai da la reartà<br />
e come è nata, così svanirà.<br />
Gira, traballa<br />
nun sta ferma ‘n momento<br />
pare ‘na farfalla<br />
ed er vento se l’è presa pe’ divertimento.<br />
Illusa, spensierata<br />
vola de’ qua e de là<br />
ride gaia, ‘ncantata<br />
su la grande città.<br />
E’ dorce è bella<br />
te viè voja magnalla,<br />
‘nvece è amara come ‘na illusione<br />
perché se sa, è ‘na bolla de sapone.<br />
Calma, lenta ‘nun vola più<br />
nun è ‘na bolla de sapone<br />
è ‘na goccia che scenne giù.</p>
<p>(Roma, 30 giugno 1954)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La damina di zucchero</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 18:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>benny.b</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un quadretto di estrema semplicità e di delicato riserbo, con una di quelle finali a sorpresa che fanno sorridere e commuovono. Tra le molte cose di zucchero, in una vetrina appare una damina. A lei, vicino c’è un cavaliere nella &#8230; <a class="more-link" href="https://www.lacrocieraraffaella.it/raffaella/?p=156">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un quadretto di estrema semplicità e di delicato riserbo, con una di quelle finali a sorpresa che fanno sorridere e commuovono.</p>
<p>Tra le molte cose di zucchero, in una vetrina<br />
appare una damina.<br />
A lei, vicino c’è un cavaliere<br />
nella sua divisa di cioccolata è assai fiero.<br />
Buondì, madama, dice il soldato;<br />
posso invitarla nel mio castello di cioccolata?<br />
C’è pronta la carrozza di torrone<br />
che aspetta giù al portone.<br />
Ma ahimé, la povera damina, con tutti quei complimenti, rossa diventò.<br />
E nel suo rossore si squagliò.</p>
<p>(Roma, 20 giugno 1954)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La malatina</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 18:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>benny.b</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pare il ritratto dell’ultimo periodo di sua vita, quando il male la tormentava inesorabilmente. Dal suo cuore buono, compassionevole per le miserie altrui, trasse la forza per sopportare con serena fermezza le sue grandi sofferenze. Tra le rose e le &#8230; <a class="more-link" href="https://www.lacrocieraraffaella.it/raffaella/?p=154">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pare il ritratto dell’ultimo periodo di sua vita, quando il male la tormentava inesorabilmente. Dal suo cuore buono, compassionevole per le miserie altrui, trasse la forza per sopportare con serena fermezza le sue grandi sofferenze.</p>
<p>Tra le rose e le viole d’un balcone fiorito,<br />
spunta d’una bimba il visino appassito:<br />
gracile, smunto senza colore<br />
come se mancasse il sole ad un fiore.<br />
E ne manca del sole, povera piccina:<br />
essa è malata, è una malatina.<br />
Coglie un fiore, il profumo ne aspira, poi lo butta:<br />
così è la sua vita, una vita distrutta.<br />
Anch’essa era un fiore, fresco e profumato;<br />
ma poi venne la falce e lo ha tagliato,<br />
e con la mano fredda di ghiaccio<br />
le tagliò lo stelo, le portò via della luce il raggio.<br />
Ora è lì, ed ignora,<br />
ama la solitudine, ama restar sola;<br />
giacché per lei la vita è ridotta,<br />
in una tristezza, in una cruenta lotta.<br />
Tutto è perduto:<br />
e lei lo ha capito.<br />
Triste, muta, mai sorriderà,<br />
le manca il sole, la vita, la felicità.</p>
<p>(Roma, 30 maggio 1954)</p>
]]></content:encoded>
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